Con la recente sentenza 16 luglio 2024, n. 19500 la Suprema Corte ha ribadito che la normativa europea in materia di ITV “deve essere interpretata nel senso che, nell’ambito di un procedimento di riscossione di dazi doganali, la parte interessata può contestare tale riscossione presentando, a titolo di prova, un’informazione tariffaria vincolante rilasciata per gli stessi prodotti in un altro Stato membro (…) Come evidenziato dalla Corte di Giustizia un’ITV può essere fatta valere come prova da un soggetto diverso dal suo titolare (…) assumendo il carattere di fonte interpretativa utilizzabile a supporto degli altri argomenti su cui è fondato il giudizio classificatorio, al fine di individuare la corretta classificazione della merce”.