Il 1° gennaio 2026 entrerà in vigore la nuova Tariffa doganale comune dell’Unione europea, aggiornata con il Regolamento di esecuzione (UE) 22 settembre 2025, n. 2025/1926, pubblicato in data 31 ottobre 2025.

Come ogni anno, la Commissione europea ha rivisto la Nomenclatura Combinata (NC), per adeguarla alle evoluzioni del commercio, della tecnologia e delle esigenze statistiche dell’Unione, compiendo questa volta un lavoro di aggiornamento particolarmente rilevante con l’introduzione di numerose nuove voci.

Come ha precisato la stessa Commissione, la revisione della NC non è un esercizio formale e stilistico, ma uno strumento concreto per leggere il mondo che cambia, con un duplice obiettivo: da un lato, semplificare e armonizzare la struttura tariffaria; dall’altro lato, monitorare meglio i flussi commerciali legati alle tecnologie emergenti e alle materie prime critiche.

Le nuove sottovoci, infatti, rispecchiano le trasformazioni in corso nei settori dell’energia pulita, della mobilità elettrica e della transizione digitale (batterie ai pannelli solari, rotori eolici, sistemi a idrogeno, ecc.), raccontando, voce per voce, il nuovo volto dell’industria europea.

Le principali novità del Regolamento sono l’introduzione di nuovi codici e l’aggiornamento di numerose voci esistenti, con particolare attenzione a filiere tecnologiche e green, coinvolte nella transizione energetica.

In particolare:

– nel Capitolo 28, dedicato ai prodotti chimici inorganici, compaiono due nuove sottovoci: – ossidi di litio nichel manganese cobalto e litio-ferro-fosfato, materiali entrambi fondamentali per la produzione di batterie agli ioni di litio, indispensabili per i veicoli elettrici e i sistemi di accumulo energetico;

– nel Capitolo 38, la Commissione introduce le voci grafite artificiale e wafer fotovoltaici, per monitorare in modo più preciso le catene di approvvigionamento legate alla transizione energetica e alla produzione di semiconduttori;

– nel Capitolo 73 compaiono le torri tubolari in acciaio per turbine eoliche e le sezioni di torre, in considerazione del peso crescente delle energie rinnovabili nella struttura industriale europea;

– nel Capitolo 84 compaiono le voci rotori e statori per turbine idrauliche e pale di turbine eoliche, a conferma dell’attenzione dell’Unione verso l’integrazione delle tecnologie di generazione energetica sostenibile;

– nel Capitolo 85, le novità più ricche e simboliche sono i generatori a celle a combustibile a idrogeno, i convertitori con funzionalità per inseguimento del punto di massima potenza (MPPT), i separatori di pellicola di plastica e gli assemblaggi di celle galvaniche impilate.

Si tratta di voci pensate per rendere più chiara la classificazione di componenti essenziali nell’industria dell’idrogeno e nell’elettronica avanzata.

Accanto alle nuove sottovoci, il regolamento contiene anche una serie di adeguamenti puntuali, tra i quali la modifica della nota complementare 2 del capitolo 3 (prodotti ittici), l’aggiornamento dell’unità supplementare per il codice 7019 19 00, la correzione di alcuni riferimenti relativi a sottovoci alimentari, come 0407 19, 1005 10, 1518 00, 1601 00, 1602 31, 1602 32 e 1602 39 e la soppressione della nota complementare 1 del capitolo 95, relativa agli “oggetti per feste di Natale”, in conformità alle raccomandazioni più recenti dell’Organizzazione Mondiale delle Dogane.

È importante evidenziare che l’aggiornamento non modifica il Sistema Armonizzato (le prime 6 cifre del codice), rimasto invariato dopo la revisione 2022.

Con avviso del 6 novembre 2025, l’Agenzia delle dogane, Ufficio tariffa e classificazione, ha reso nota la pubblicazione del regolamento e ha riportato, nel dettaglio:

– l’elenco dei codici NC 2025 soppressi;

– l’elenco dei nuovi codici NC, istituiti a partire dal 1° gennaio 2026;

– le tabelle di trasposizione tra i codici di nomenclatura la cui validità termina il 31 dicembre 2025 ed i codici di nomenclatura validi a partire dal 1° gennaio 2026 e, viceversa, modificati a seguito dell’adozione del citato Regolamento.

Si tratta di un aggiornamento che – pur rimanendo nella logica consolidata della nomenclatura come strumento primario per la classificazione doganale e la determinazione dei dazi – introduce scelte tecniche e interpretative che richiederanno a imprese, consulenti e uffici doganali un rapido adeguamento operativo e fiscale.