Il 13 marzo 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo correttivo della riforma fiscale, intervenendo sulle disposizioni del d.lgs. 141 del 2024 e modificando, in parte, le sanzioni doganali.

Tra le novità è previsto l’innalzamento della soglia, relativa alla sola Iva all’importazione, da euro 10.000,00 a euro 100.000,00; superata tale soglia l’Agenzia delle dogane e dei monopoli dovrà contestare il reato di contrabbando. Qualora la somma pretesa dall’Amministrazione rimanga invece al di sotto di tale limite, la violazione sarà punita con la sanzione amministrativa dal 100% al 200%, salvo l’obbligo dell’Ufficio di confiscare i beni in caso di controlli “in linea”.

Con riguardo ai dazi doganali, nessuna modifica è invece prevista per la soglia che rimane a euro 10.000,00 euro.

Il decreto correttivo modifica altresì le soglie per la definizione delle circostanze aggravanti del reato di contrabbando, prevedendo la reclusione fino a tre anni se i dazi contestati sono compresi tra 50.000,00 e 100.000,00 euro o se l’Iva all’importazione pretesa è maggiore di 200.000,00 e non superiore a 500.000,00 euro.