Come avevamo anticipato nella nostra newsletter di aprile, il Parlamento e il Consiglio dell’Unione europea hanno raggiunto uno storico accordo per una riforma di vasta portata del sistema doganale comunitario.
L’iter si è ufficialmente concluso con la pubblicazione del Regolamento (UE) n. 2026/2108 del 16 settembre 2026, che sostituisce integralmente il previgente Regolamento (UE) n. 952/2013 (CDU).
La nuova normativa ridisegna l’architettura doganale europea per rispondere all’esplosione dell’e-commerce e garantire controlli uniformi in tutta L’Unione.
La riforma si fonda su tre pilastri evolutivi:
- EU Customs Authority: nasce una nuova autorità doganale europea con funzioni sovranazionali di coordinamento e gestione dei rischi.
- EU Customs Data Hub: una piattaforma digitale unica che centralizzerà i flussi operativi, sostituendo progressivamente i singoli sistemi informatici nazionali.
- Status di “Trust and Check trader”: l’evoluzione dell’attuale certificazione AEO. I soggetti qualificati potranno sdoganare le merci senza l’intervento diretto della dogana, garantendo in cambio all’autorità l’accesso in tempo reale ai propri dati logistici e gestionali.
Per contrastare la concorrenza sleale e le frodi sui piccoli pacchi, il legislatore europeo ha introdotto modifiche radicali:
- Importatore presunto: dal 1° gennaio 2028 diventerà operativa una nuova figura, che farà ricadere la responsabilità del pagamento di dazi e Iva direttamente sulle grandi piattaforme web di vendita a distanza.
- Fine della franchigia e dazio forfettario: è stata soppressa la franchigia doganale per le merci sotto i 150 euro. Per queste spedizioni si applica (con decorrenza retroattiva dal 1° luglio 2026) un dazio temporaneo semplificato pari a 3 euro per articolo.
A livello nazionale, la riforma europea si innesta in un quadro normativo già profondamente rinnovato dal d.lgs. 141 del 2024, che ha definitivamente abrogato il vecchio TULD del 1973, introducendo le Disposizioni nazionali complementari al CDU.
Questo impianto è stato ulteriormente affinato dal recente Decreto Correttivo (D. lgs. n. 81 del 2025), che ha introdotto importanti novità a tutela delle imprese:
- l’innalzamento delle soglie di punibilità penale per l’evasione dell’Iva all’importazione (euro 100.000,00);
- l’introduzione del meccanismo del ravvedimento operoso anche in materia doganale, consentendo alle aziende di regolarizzare spontaneamente le violazioni formali e sostanziali con sanzioni ridotte.